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martedì 27 ottobre 2015

UN GIORNO CHE CAMBIO' PER SEMPRE LA STORIA D' ITALIA

UN GIORNO CHE CAMBIO' PER SEMPRE LA STORIA D' ITALIA 
Il 27 Ottobre era stata una levata generale : Marano, Cesaprobbe, Campotosto, Gabbia e molti villaggi attorno Monte- Reale insorsero in massa; mettono i NO a'cappelli, alzano bandiera borbo nica, e in migliaia, uomini, donne e fanciulli, s'accozzano sotto il palazzo dei conte Francesco Canofari a Montereale, lui gridando capitano. Questi pria cercò tenerli quieti, poi vistili irrompere ad atti contro certi liberali, a sera si ritirò; onde la gente senza capo, senza danari, né arme, dopo tre giorni s'andò sciogliendo. Intanto il Pinchi riesce da Aquila a vendetta, con battaglioni e cannoni, e invade Pizzoli; saccheggia, uccide a libito; carceri, taglie, fucilazioni. Lo stato maggiore alloggia in casa un Alessandro Cicchettani, e al mattino questi é fucilato nel suo giardino, presente la moglie. A S. Vittorino la gente, tenentesi le nappe rosse, senza più, é presa, percossa, ligata, e tradotta nelle carceri di Aquila; due per rifiutare di spu tar sulle nappe, son trucidali. Fuggono da tutti i paesi gli abitanti; uomini, donne, vegli e bambini a'monti; patito fame, freddo, e notti crudissime, passato il turbine, tornano alle case, e trovanle saccheggiate; masserizie arse, grano, olio, vino per vendetta sparso nel loto e colante pe'chiassuoli; sperperate tante fatiche e sudori sparsi sull'aratro e su' campi. Si strappano i capelli, si vedono nudi, affamati, oppressi, e ferocemente gridano morte agli assassini! Ogni Piemontese e nemico, ogni arma a ucciderli é buona; si gittano alla campagna, e comincia quella atroce lotta, detta Brigantaggio.

domenica 4 ottobre 2015

Stemmi dei Comuni della Provincia di L' Aquila e delle Frazioni di essi (parte 3)

CAPORCIANO - Una testa di cinghiale in campo d'argento.

Bomínaco - Tre colli in campo d' oro.

COLLEPIETRO - Una fascia d' oro dentata in campo di argento con due stelle sopra.

S. Benedetto - Uno scudo con un colle in campo di argento.

CASTEL VECCHIO SUBEQUO - Uno scudo coronato con l' immagine di un Santo che ha una torre sulla mano sinistra, una cometa codata, una stella ed una mezza luna in campo d' argento.

ACCIANO - Uno scudo con un sedano.

Rocca Preturo -  Un' antica torre.

Biffi -  S. Michele su di un' antica torre.

GAGLIANO -Aveva lo stemma Barberini-Colonna di Sciarra ch' era una Colonna, ed ora uno scudo con un gallo.

SECINARO- Due spighe di segala ed un' antica torre.

GORIANO VALLI - Uno scudo con croce in campo d'argento e S. Giorgio a cavallo.

Molina, - Una Rocca in campo d' oro.

GORIANO SICOLI - Uno scudo coronato con una mezzaluna, cui è soprapposta una stella in campo azzurro, nel contorno vi girano due rami di quercia e alloro con la leggenda - Universítas
 Gordiani Sicula. ,

CASTEL DI IERI - Una torre merlata in campo d' oro.

S. DEMETRIO  - L' immagine di S. Demetrio cavaliere in campo d' oro, con una spada al fianco ed una bandiera in mano.

Stíffe - Uno scudo in due quarti , l' uno di oro e l' altro di argento con tre stelle.

S.EUSANIO  -La immagine di S. Eusanio col seno aperto mostrando i visceri.

Casentino - Una fascia d' oro orizzontale tra una stella ed un barile. 

VILLA S. ANGELO  - Uno scudo con S. Michele Arcangelo tenendo nella mano destra una spada e nella sinistra uno scudetto in campo d' oro.

Tussíllo - La immagine di S. Pietro. Un barile alla cui sommità sono tre stelle: più uno scudo con un barile ed un braccio, portante la palma, divisi da una fascia orizzontale.

FOSSA. - Un castello ed una mezza luna in campo d'oro.

FAGNANO -  Uno scudo con un gallo in campo d'argento.

Campana - Lo scudo con una campana in campo d' oro.

PRATA - Due chiavi di argento incrociate e legate negli anelli con laccio anche d' argento in campo rosso.

Tussío - Una fascia orizzontale d' argento con un mezzo Leone in un globo in campo d' oro.

S. Nicandro - Una torre merlata con un pavone soprapposto in campo d' oro.

                                                                                                                            continua.....

Stemmi dei Comuni della Provincia di L' Aquila e delle Frazioni di essi (parte 2 )

S. PIO DELLE CAMERE - Una fascia d' oro obliqua con due stelle in campo d' argento.

Castelnuovo - Una casa sormontata da un'Aquila in campo d'oro.

POGGIO PICENZE - Tre colli soprapposti a tre colli con un' Aquila nel culmine in campo d'oro in mezzo a due spighe di grano nascenti ai lati del colle di mezzo.

S.STEFANO  - Uno scudo d' oro con cinque palle rosse ed una azzurra al disopra, in cui vi sono tre gigli d' oro: dallo scudo pende una croce rossa ornata d'oro dei Cavalieri di Santo Stefano:  la corona è formata a foglie di palma tramezzata da piccoli gigli, con un giglio grande nel mezzo, da cui sorgono alcune piccole rose.

CALASCIO - Il mistico Agnello dell' Apocalisse in campo di argento; attualmente uno scudo con una fascia orizzontale, e con la immagine di un Vescovo sopra col pastorale in mano ch' è S. Nicola
di Bari.

Rocca Calascío - Una marra con una striscia d' argento nel mezzo.

CASTEL DEL MONTE - Un castello merlato e torrito posto sopra monti in campo d' oro.

CAPESTRANO - Un colle, sul culmine del quale si erge una torre merlata, con soprapposte"tre stelle orizzontali in campo di argento, con la effìgie di S. Giovanni da Capestrano , e con tre sorgenti che animano il Fiume Tirino in campo azzurro, e con un'Aquila d'oro a due teste con corona Reale sostenuta da due putti in campo d' argento.

CARAPELLE - Sei palle rosse in campo d'oro , ed una testa di moro in campo d' argento. Le sei palle , cioè , cinque rosse, ed una azzurra di sopra, la quale tiene tre gigli di Francia, e tutte in campo d' oro , era lo stemmai di Ferrante de Medici, Principe di Capestrano e Gran Duca di Firenze.

Castel Vecchio Carapelle - Una torre con due stelle in campo d'oro.

OFENA. - Una mano chiusa con l' indice sporto posto verticalmente in campo d'argento.

BUSSI - Una pianta di bosso, e tre monti in campo di argento con le lettere iniziali B. S.

NAVELLI - Uno scudo con corona Reale, avente nel mezzo una nave con bandieruole, in ciascuna delle quali vi è una Croce in campo d' oro, e con la leggenda - Navellorum merito coronata fidelítas.
L' origine di questo Comune si perde nella più remota antichità:ne' tempi del Paganesimo vi- si adoravano le divinità di Giove  e di Cerere; per la prima si ha la pruova dalla iscrizione Pii Varo che
sagrificava a Giove una tale erba, o pianticella , rinvenuta dal dotto Garrucci, che la illustrò in Berlino, e che ora conservasi nel Museo Nazionale in Napoli, e della quale il Guidobaldi ne parla nella illustrazione della Marsica; e per la seconda che ancora vi è il Tempio di Cerere, detto in oggi S. María in Cerulís, che la tradizione dice esserlesi «dato questo titolo per la fertilità del suolo: la detta inscrizione fu rinvenuta dal Garrucci nella Chiesa citata. Prima del decimo secolo questo Comune esisteva non col nome di Navelli, ma sibbene con quello di Novelli perchè era lo aggregato di nove piccioli villaggi, di cui la tradizione ne conserva attualmente anche i nomi di S. Maria in Cerulis, la Castellina, S. Giovanni, S.Salvatore, S. Lucia, S. Sabina, S. Sospero, S. Angelo e S. Pelino ,oggi quest' ultima Chiesa matrice, sotto il titolo di S. Sebastiano nel cui altare maggiore vi è lo stemma indicato .L' undecimo secolo è famoso per le guerre delle Crociate: se queste guerre costarono all' Europa tanti milioni di uomini, le restituirono a poco a poco la civiltà e le lettere. I Novellesi vi fecero degna parte, e dopo questa epoca introdussero 1' uso dello stemma della nave con le bandieruole crocesegnate, facendo così rimanere duraturo il loro coraggio quando corsero volenterosi in Oriente a combattere le ottomane falangi; e volendo sempre tener conservata la memoria della nave e delle Croci incominciarono a chiamare il loro Comune ,non coll' antico nome di Novelli , ma sibbene con quello di Navelli.La Corona Reale poi con la leggenda glie la concedè la Regina Giovanna II, quando nel 1424 i Navellesi si mostrarono forti e fedeli per la di Lei difesa nella guerra contro il Perugino Forte Braccio da Montone.

Civita Retenga - Una casa merlata in campo d' oro.

                                                                                                                     continua.....


Stemmi dei Comuni della Provincia di L' Aquila e delle Frazioni di essi (parte 1)


BAGNO - Una fascia di argento obliqua in campo d' oro con due corone.

Monticchio - Tre monti in campo di argento. 

ROJO  - Una fascia di argento verticale con due spighe laterali.

OCRE - Ha due stemmi. Il 1° è uno scudo diviso orizzontalmente da una fascia di argento: il 2° una torre in campo azzurro,ed a piedi della torre una C. Nella parte superiore una bandiera in campo d' oro.

PAGANICA - Una testa di moro volta a sinistra con una ghirlanda d' alloro, e con una rosa in bocca.

S. Gregorio - Una casa con merli in campo d' oro.

Onna - Le onde in campo d' argento.

Bazzano - Quattro fasce d' oro orizzontali oblique in campo d' argento.

Tempera - Due fasce d' oro verticali in campo d' argento.

CAMARDA. - Uno scudo con un sole nel centro di una Croce d'argento in campo d' oro.

Aragno Uno scudo con un ragno.

Filetto - Uno scudo col busto di un moro incoronato in campo d' oro.

Pescomaggiore  - Tre torri riunite in campo d' oro.

Assergi - Tre colli soprapposti a tre colli con una spiga di  grano nel culmine in campo d' oro.

BARISCIANO - Tre monti con una quercia sul monte di mezzo in campo d' oro.

Picenze - Un' altra torre in campo d' oro.
                                                                                                                                                                                                 continua.....

sabato 3 ottobre 2015

Stemma della citta di Aquila



« Providimus ut in loco qui dicitur Aquila inter Furconem et Amiternum (...) unius corporis civitas construatur quam ipsius loci vocabulo et a victricium nostrorum signorum auspiciis Aquilae nomine decernimus titulandam. »


« Provvediamo a che nella località Aquila tra Forcona e Amiterno (…) sia costruita una città unitaria che dal nome del luogo, e per questo sotto gli auspici delle nostre vittoriose insegne, decretiamo che debba essere chiamata con il nome di Aquila. »



Questo e' quanto si legge nel Diploma di Fondazione della citta' con il quale Federico II di Svevia decretava la nascita di Aquila (senza l' articolo) , con buona pace di chi vorrebbe la stessa fondata da un ben piu anonimo Corrado IV.


Il Barone Teodoro Bonanni , uno dei maggiori storici e letterati abruzzesi cosi' descrive lo Stemma della Citta' : "Lo stemma del Comune di Aquila e' un Aquila nera ,spiegando il volo, con becco,artigli e corona d' oro in campo d' argento" . La citta' dunque prese il suo stemma dallo Svevo Fondatore il quale la teneva dipinta sulle sue vittoriose bandiere .



venerdì 2 ottobre 2015

Stemma dell' Abruzzo Ulteriore Secondo

Lo stemma dell' Abruzzo Ulteriore II e' un Aquila bianca coronata sopra tre monti d' oro in campo azzurro . 
Molte sono le versioni riconducono alla nascita di questo stemma.
La leggenda narra che sia stata ripresa da una bandiera che gli Amiternini catturarono all' esercito romano . Sembra pero' che l' Aquila rappresenti la citta' stessa che era a capo di tutta la provincia dell' Abruzzo Ulteriore ( o Ultra ) II e i tre monti d' oro la fertilita' delle sue terre . Anche se ho cominciato con questo stemma che giustamente rappresentava tutto l' Abruzzo  Ulteriore (al di la' della Pescara) , postero' di seguito la descrizione degli stemmi di tutti i comuni che componevano (o tutt'ora compongono)l' Abruzzo Aquilano 

L' Aquila , una Storia importante

Nonostante la nascita sia databile certamente tra il 1229 e il 1234 in un periodo storico quindi relativamente recente e limitato , oltretutto abbastanza prodigo di documentazioni ,le origini della citta’ sono incomprensibilmente  ammantate da una spessa coltre di mistero. Perche’ la storia della citta’, progettata da Federico II chiamato dai suoi contemporanei lo Stupore del Mondo, che è stata sede del Papato con Celestino V e quindi al centro della Cristianita’ ,viene destinata all’oblìo ? Perche’ è stata nascosta la storia di una citta’ voluta dai Cistercensi e dai Templari ,in cui ci sono tracce del Priorato di Sion ,la citta’ dai mille simboli in cui si dice siano stati e forse lo sono ancora, custoditi il mitico Graal e l’Arca dell’Alleanza , la citta’ di cui scrivono con grande ammirazione e deferenza Dante , Leonardo , Petrarca e Macchiavelli? Chi ha voluto e , soprattutto per quale motivo nascondere una storia cosi’ importante? C’è stata un opera di “bonifica”nel corso dei secoli ma non tutto è stato cancellato, non sarebbe stato possibile. L’Aquila deve reclamare con forza la sua Storia .E’ importante . Adesso piu’ che mai.