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domenica 4 ottobre 2015

Stemmi dei Comuni della Provincia di L' Aquila e delle Frazioni di essi (parte 2 )

S. PIO DELLE CAMERE - Una fascia d' oro obliqua con due stelle in campo d' argento.

Castelnuovo - Una casa sormontata da un'Aquila in campo d'oro.

POGGIO PICENZE - Tre colli soprapposti a tre colli con un' Aquila nel culmine in campo d'oro in mezzo a due spighe di grano nascenti ai lati del colle di mezzo.

S.STEFANO  - Uno scudo d' oro con cinque palle rosse ed una azzurra al disopra, in cui vi sono tre gigli d' oro: dallo scudo pende una croce rossa ornata d'oro dei Cavalieri di Santo Stefano:  la corona è formata a foglie di palma tramezzata da piccoli gigli, con un giglio grande nel mezzo, da cui sorgono alcune piccole rose.

CALASCIO - Il mistico Agnello dell' Apocalisse in campo di argento; attualmente uno scudo con una fascia orizzontale, e con la immagine di un Vescovo sopra col pastorale in mano ch' è S. Nicola
di Bari.

Rocca Calascío - Una marra con una striscia d' argento nel mezzo.

CASTEL DEL MONTE - Un castello merlato e torrito posto sopra monti in campo d' oro.

CAPESTRANO - Un colle, sul culmine del quale si erge una torre merlata, con soprapposte"tre stelle orizzontali in campo di argento, con la effìgie di S. Giovanni da Capestrano , e con tre sorgenti che animano il Fiume Tirino in campo azzurro, e con un'Aquila d'oro a due teste con corona Reale sostenuta da due putti in campo d' argento.

CARAPELLE - Sei palle rosse in campo d'oro , ed una testa di moro in campo d' argento. Le sei palle , cioè , cinque rosse, ed una azzurra di sopra, la quale tiene tre gigli di Francia, e tutte in campo d' oro , era lo stemmai di Ferrante de Medici, Principe di Capestrano e Gran Duca di Firenze.

Castel Vecchio Carapelle - Una torre con due stelle in campo d'oro.

OFENA. - Una mano chiusa con l' indice sporto posto verticalmente in campo d'argento.

BUSSI - Una pianta di bosso, e tre monti in campo di argento con le lettere iniziali B. S.

NAVELLI - Uno scudo con corona Reale, avente nel mezzo una nave con bandieruole, in ciascuna delle quali vi è una Croce in campo d' oro, e con la leggenda - Navellorum merito coronata fidelítas.
L' origine di questo Comune si perde nella più remota antichità:ne' tempi del Paganesimo vi- si adoravano le divinità di Giove  e di Cerere; per la prima si ha la pruova dalla iscrizione Pii Varo che
sagrificava a Giove una tale erba, o pianticella , rinvenuta dal dotto Garrucci, che la illustrò in Berlino, e che ora conservasi nel Museo Nazionale in Napoli, e della quale il Guidobaldi ne parla nella illustrazione della Marsica; e per la seconda che ancora vi è il Tempio di Cerere, detto in oggi S. María in Cerulís, che la tradizione dice esserlesi «dato questo titolo per la fertilità del suolo: la detta inscrizione fu rinvenuta dal Garrucci nella Chiesa citata. Prima del decimo secolo questo Comune esisteva non col nome di Navelli, ma sibbene con quello di Novelli perchè era lo aggregato di nove piccioli villaggi, di cui la tradizione ne conserva attualmente anche i nomi di S. Maria in Cerulis, la Castellina, S. Giovanni, S.Salvatore, S. Lucia, S. Sabina, S. Sospero, S. Angelo e S. Pelino ,oggi quest' ultima Chiesa matrice, sotto il titolo di S. Sebastiano nel cui altare maggiore vi è lo stemma indicato .L' undecimo secolo è famoso per le guerre delle Crociate: se queste guerre costarono all' Europa tanti milioni di uomini, le restituirono a poco a poco la civiltà e le lettere. I Novellesi vi fecero degna parte, e dopo questa epoca introdussero 1' uso dello stemma della nave con le bandieruole crocesegnate, facendo così rimanere duraturo il loro coraggio quando corsero volenterosi in Oriente a combattere le ottomane falangi; e volendo sempre tener conservata la memoria della nave e delle Croci incominciarono a chiamare il loro Comune ,non coll' antico nome di Novelli , ma sibbene con quello di Navelli.La Corona Reale poi con la leggenda glie la concedè la Regina Giovanna II, quando nel 1424 i Navellesi si mostrarono forti e fedeli per la di Lei difesa nella guerra contro il Perugino Forte Braccio da Montone.

Civita Retenga - Una casa merlata in campo d' oro.

                                                                                                                     continua.....


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